Sogni e turbamenti di un fuoco che non si spegne. Mai.
Ebra
Persa e immersa
Ad occhi chiusi vago
In questo mare annego
La sola mano muovo
E sola te ritrovo
Mi aggrappo e nuoto
Tra forti flutti
Tra spasmi e getti
Li sento addosso
E arrivo dentro
Stanca e confusa
Sorrido e piango
Sapevo e so
Sei tu il mio porTo.
Stella Marina
Sei tu il mio porTo.
Ti penso
Di sogno e di anima
Di fumo e di carne
Di meravigliosi dove
Di monti e di laghi
Di riva sempre umida
Di ammalianti sporgenze
Di invitanti anfratti
Di intrigante oscurità
Di luminose goccie
Di irrilevanti dolori
Di estenuanti piaceri
Di occhi luccicanti
Di occhi come invito
Di occhi che sussurano
Di occhi e il loro gemito
Di labbra tumefatte
Di labbra senza fiato
Di labbra che sorridono
Di labbra e dense lacrime
Di mani arroventate
Di mano ormai impazzita
Di sano e puro brivido
Di corpi senza regole
Di notti senza limiti.
Tremo.
Ancora, fallo ancora
Divaricami all'estremo
Dilata quest'anima bruciante
Ed entra senza esitazioni
Nessun indugio, nessuno scrupolo
E' una violenza il penetrare
Un sadico piacere il possedere
Il mio intimo dissacrato
Per il gioco del forzato avere
Ora sei dentro, ora tu sai
Adesso godi del tuo reato
Prendimi forte e portami per mano
Mi hai aperta ed ho volato.
Ti avverto al buio
Ti sento addosso
Unghie sulla schiena
Morsi sul mio seno
Respiro forte sul mio collo
Dentro me
Nel profondo
Sempre di più
Sempre più grande
Presenza invadente
Piacere dirompente
Estasi inebriante
Labbra socchiuse
Gemiti assordanti
Umori dilaganti
Mani impazzite, mani vaganti
Odori fatti di eccitazione
Frutti dell'albero del godere
Perfetto succo da assaporare
Dolce boccone da inghiottire
Io, vittima calda
Soccombo esausta sorridente
Catene soffici fatte carezze
Scivolano adesso sul mio corpo
prigione umida di questo sogno.
Sogno.
Desiderio.
Curiosità.
Ardore.
Chiamalo come vuoi, il suo nome è Voglia.